Longevità dopo i 65 anni: i tre fattori chiave secondo Ennio Tasciotti
Dopo i 65 anni, la longevità dipende da tre fattori fondamentali: attività fisica, nutrizione e integrazione proteica, e relazioni sociali. Lo ha dichiarato Ennio Tasciotti, direttore dello Human Longevity Program dell'IRCCS San Raffaele di Roma, nel contesto del "Rapporto Vivi L'età", uno studio volto a riassumere le scoperte recenti sull'invecchiamento.
Tasciotti ha spiegato che l'invecchiamento comporta un aumento del fabbisogno proteico e una minore capacità dell'organismo di utilizzare efficacemente le proteine assunte con la dieta. Di conseguenza, i soggetti anziani necessitano di un apporto proteico maggiore rispetto ai giovani. I benefici dell'integrazione proteica si manifestano se inseriti in un approccio che comprenda anche allenamento e stili di vita corretti.
Per quanto riguarda l'esercizio fisico, lo scienziato ha definito l'attività motoria come un elemento con un impatto simile a quello di un farmaco:
"Sappiamo che dobbiamo iniziare a considerare l'allenamento fisico da un punto di vista farmacologico: ha lo stesso impatto che potrebbe avere una pillola".
L'attività deve essere sempre equilibrata in base alle possibilità della persona, senza diventare un'ossessione. Secondo gli studi citati, l'effetto benefico si ottiene con 30 minuti di movimento al giorno, rendendo fondamentale trasformare l'esercizio in un'abitudine piuttosto che praticare attività costanti o eccessive.

